Giovanelli: “E’ necessario agire mettendo in atto le soluzioni più efficaci e legalmente possibili”

( Sassalbo, 22 Luglio 2011 )

I recenti e ripetuti episodi di predazione verificatesi nell’allevamento di ovini e caprini in Località Frascaro di Castelnovo ne’ Monti hanno generato un acceso dibattito sulla stampa e sono all’origine di interpellanze comunali e regionali e di una lettera inviata al Ministero. A seguito di questi avvenimenti il Presidente del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano ha ritenuto necessario un suo intervento. Che riportiamo integralmente

Il triplice evento di predazione da parte di lupi nell’allevamento del signor Stefano Maioli di Castelnovo ne’ Monti ha suscitato un’attenzione e delle preoccupazioni che il Parco Nazionale  comprende e ha condiviso ante litteram.

Non è “dopo” gli eventi di predazione, ma molto prima di essi che il Parco ha avviato il progetto Life Extra finalizzato alla convivenza in Europa fra i grandi carnivori (qui da noi il lupo) e le attività umane.

La “convivenza” è un problema concreto, da affrontare con le migliori pratiche, e noi siamo in campo per la ricerca e la sperimentazione di esse.

Il caso di Castelnovo Monti deve essere affrontato e risolto, rispettando le prescrizioni nazionali ed europee sulla tutela del lupo e, al tempo stesso, creando le condizioni per la sicurezza permanente dell’allevamento.

E’ a mio avviso anche un “caso di scuola”, perché siamo di fronte a due novità:

a) la presenza diffusa dei lupi fino alle basse quote;

b) l’introduzione in Appennino di tipologie di allevamento diverse dalla tradizionale custodia degli animali in stalla e negli ovili.

Proprio seguendo la strategia del progetto, il Parco ha dato al signor Maioli tutta l’assistenza possibile. Purtroppo, nel caso specifico, i recinti antilupo 25 x 25, che abbiamo messo immediatamente a disposizione, non corrispondono alle esigenze dell’allevamento senza stabulazione e in spazi ampi.

Serve nel caso specifico una recinzione adeguata per uno spazio molto più ampio. E’ questa la via più breve, più efficace e l’unica realisticamente e legalmente possibile per poter garantire seriamente lo sviluppo dell’azienda del signor Maioli.

E’ il momento che, le associazioni agricole, il Parco, la Provincia e il Comune si incontrino operativamente:

a) per accelerare i risarcimenti dovuti da parte della Provincia;

b) per provvedere attraverso le misure del PSR ad affrontare, in concorso con l’allevatore, il tema delle necessarie recinzioni.

Nel concreto, a nostro avviso, è quanto si ha da fare subito ed è quanto noi sollecitiamo. Un sostegno ministeriale, cosi come richiesto sarebbe ovviamente utile e auspicabile.

Tutto il resto ……“Lupi comunisti, cinghiali socialisti, caprioli democratici” è roba da ridere……ridiamo e basta.

Tre cose ribadiamo:

1.      il lupo non è stato reintrodotto qui dal Parco (ma è in tutto l’Appennino italiano);

2.      da un secolo a tutt’oggi non risulta una sola persona in tutto l’Appennino ferita o aggredita da un lupo, ma tutti conosciamo persone morsicate da un cane, magari domestico e con un padrone rispettabile;

3.      con la “paura del lupo” e con la fobia per tutti gli animali selvatici e persino per i passeri si fa un po’ di rumore estivo, ma non si va da nessuna parte. I veri problemi dell’Appennino sono altri: l’ agricoltura, il turismo, la competitività e il lavoro per i giovani

IlParco fa la sua parte sul lupo. Ma è chiaro che meriterebbero almeno altrettanto dibattito da parte della politica e delle istituzioni locali, novità vere e assolute come la settimana internazionale di Ligonchio,……….questa sì senza precedenti, meritevole di interrogazioni, ma anche carica di promesse e non solo di paure.

  Il Presidente del Parco Nazionale

   dell’Appennino tosco-emiliano

Fausto Giovanelli

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